Una Scultura Eroica Di Bolívar In Italia

 

José Félix Díaz Bermúdez

Tra le sculture più notevoli realizzate in varie epoche e, in particolare, in quelle del centenario o centocinquantenario in omaggio al Liberatore Simón Bolívar, alcuni grandi maestri italiani hanno realizzato opere monumentali che si distinguono per la loro indubbia qualità artistica, per la loro traiettoria, per l’indagine dei tratti fondamentali e del significato del nostro eroe.

L’ammirevole e simbolica statua equestre eretta in Piazza Bolívar a Caracas, sul sito di quella che un tempo era la nostra Plaza Mayor, è opera del grande scultore italiano Adamo Tadolini (Bologna 1788-1868), inaugurata durante il governo di Antonio Guzmán Blanco nel 1874. Si tratta di una copia della statua originale di Lima, situata di fronte al Congresso della Repubblica, realizzata negli anni ’50 dell’Ottocento.

L’artista Tadolini proveniva da un’importante tradizione artistica radicata nel Neoclassicismo, che ispirò, ad esempio, il lavoro di vari scultori italiani che lasciarono il segno nell’ornamentazione, nell’arte e nella storia di diverse città latinoamericane che ospitano le loro creazioni.

Quest’opera sul Libertador, originario di Lima, servì da ispirazione per un’opera successiva del noto artista italiano Pietro Canonica (1869-1959), che si trova a Roma ed è stata collocata nel 1934. Dovette subire alcuni cambiamenti di collocazione.

 

In groppa al suo magnifico cavallo, la figura di Bolívar è rivolta a sinistra, con lo sguardo rivolto all’orizzonte con notevole dignità. La sua storia, incisa su un piedistallo di marmo chiaro e venato, gli conferisce un aspetto maestoso e risalta in un parco che ospita anche altre importanti sculture. Il cavallo sembra muoversi con serenità ed eleganza mentre l’eroe impugna le redini con la mano sinistra, assicurandogli il passo vittorioso.

Fu il turno di Bolívar, ormai trionfante, avendo adempiuto al proposito inizialmente dichiarato lì a Roma nel 1805, di tornare in terra italiana, lì prima dell’antichità e dei secoli, avendo giurato, proprio come aveva fatto in quel Vecchio Mondo, di compiere nel Nuovo Mondo l’impresa della libertà umana.

La statua fu collocata vicino a Via dei Beaux-Arts, un luogo appropriato e di rilievo in quella straordinaria capitale. Nella sua posizione attuale, una targa datata 19 aprile 1960 afferma che una manciata di terra americana fu portata lì da uno dei campi di battaglia dove l’eroe aveva trionfato, come simbolo di tante lotte e vittorie.

La sua fronte ampia, i suoi capelli ondulati, i suoi occhi espressivi, le sue labbra sottili, il suo volto così com’era, acquisirono in quella statua una singolare dimensione eroica, come se la sua nuova natura immortale lo rendesse diverso e lui contemplasse con serena grandezza la storia che lo circondava.

Questa statua in bronzo, a mio parere, rappresenta Bolívar che torna a Roma e cavalca per le strade tra i fori, gli archi, i monumenti e gli edifici che oggi celebrano l’eroe dei tempi moderni, che, invece di soggiogarla, la liberò e le conferì, come nessun altro, una straordinaria grandezza e gloria.

Nel bronzo simbolico, Simón Bolívar si perpetua a Roma, la città universale, fondamentale, eccezionale, eterna, immortale, la capitale del mondo antico, che, come nessun’altra, ha influenzato il mondo moderno, che non può essere spiegato senza la sua eredità, la sua storia, i suoi grandi personaggi, il suo diritto, la sua letteratura, le sue vittorie, i suoi edifici. Perché fino ai confini della terra, dove Roma ha innalzato la sua spada vittoriosa e dominante, le sue colonne, i suoi anfiteatri, le sue statue, i suoi acquedotti, le sue opere sono sopravvissute, dimostrando in mille modi cosa significasse il suo genio e cosa rappresentasse la sua eredità.

Oltre a essere uno scultore, Pietro Canonica era un senatore italiano, uno statista di notevole stima.

(Dipinto ad olio del pittore venezueleano Tito Salas, Pantheo Nazionale, Caracas, Bolívar sul Montesacro Roma, 1805)

È importante ricordare che l’impegno del diplomatico e storico venezuelano Dott. Cacciolo Parra Pérez, allora Ministro Plenipotenziario del Venezuela in Italia, fu fondamentale per la realizzazione di questo progetto artistico.

Un evento singolare all’inaugurazione della Statua Equestre di Bolívar a Roma fu l’inclusione dei discorsi pronunciati in suo onore, oltre a quello di Parra Pérez, dal dittatore italiano Benito Mussolini, che parlò nei seguenti termini: «Le alte parole pronunciate dal signor Parra Pérez hanno già trasmesso a voi, Eccellenze, l’importanza di erigere sotto il cielo romano un solenne monumento commemorativo al puro eroe americano, Simón Bolívar. Ringrazio il Ministro, i Presidenti delle Repubbliche di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela, e le Loro Eccellenze Salamanca, Olaya Herrera, Velasco Ibarra, Arias, Benavides e Gómez, che, a nome del loro popolo, hanno voluto fare a Roma, madre e anima della vostra e della nostra latinità, il dono più grato e significativo del monumento a Simón Bolívar».

Lì Bolívar si erge nella Roma immortale, contemplando i secoli passati e attendendo la virtù e la trascendenza di coloro che ci attendono.

(Testo originale «El Universal», 01/01/20269

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